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OMELIA DEL POSTULATORE IN DATA 18 GENNAIO 2020, S. MESSA PRESSO LA BASILICA PAPALE DI S. MARIA MAGGIORE

Sei stato buono Signore con la tua terra (Sal 84).
Con queste parole del salmista vogliamo rendere grazie al Signore per la chiusura della prima fase del processo di beatificazione della Serva di Dio Francesca Lancellotti.

È una tappa importante che chiude un triennio di studio e di ricerca e apre il tempo della verifica da parte della Chiesa. Quanti hanno avviato, creduto, sperato e lavorato per questa Causa, riconoscono di essere stati “terra” sulla quale si è riversata in abbondanza la bontà del Signore. Di fronte alla pochezza, all’inesperienza, agli ostacoli ci siamo sentiti terra arida, ma fiduciosa nel Signore.

E Lui non ha mancato di riversare la rugiada delle sue grazie e benedizioni, rendendo fertile l’impegno generoso e la fatica di quanti hanno proseguito con tenacia per giungere a questo felice traguardo.

Nel momento della difficoltà, del dubbio e dell’incertezza, abbiamo sperimentato la vicinanza di Dio, manifestata anche nella presenza incoraggiante e nel sostegno concreto di tante persone. Tra le quali desidero ricordare i figli di Francesca: Domenico e Gina, con i loro familiari, che ringrazio cordialmente.

Sei stato buono Signore con la tua terra (Sal 84).
Queste parole del Salmo richiamano quanto amava ripetere Francesca di fronte ai prodigi che avvenivano a seguito delle sue preghiere: “Sono un verme di terra”. Ella esprimeva così la sua limpida coscienza di essere soltanto un modesto strumento nelle mani di Dio.

Riteneva di essere una nullità, ma la sua era una nullità umana, riempita di doni divini a disposizione di molti, soprattutto di quanti sono fiaccati nel corpo e nello spirito.

È l’umiltà che contraddistingue questa donna semplice e ricca di fede; umiltà manifestata anche dal costante atteggiamento pacificante di misericordia e di riconciliazione.

Alle critiche e alle malevolenze, lei ha sempre risposto con il silenzio e il perdono sincero.

Sei stato buono Signore con la tua terra (Sal 84).
La Vergine Maria è la terra buona e fertile nella quale si è incarnato il Figlio di Dio, l’Emmanuele il Dio con noi. In questo insigne tempio mariano, ai piedi della Salus populi romani, celebriamo l’Eucaristia, il rendimento di grazie più perfetto al Signore, che ci ama con infinita carità. Maria, umile ancella del Signore, ha magnificato il Signore, che ha compiuto grandi cose in lei. La nostra Serva di Dio Francesca ha seguito l’esempio della Vergine Santa nel glorificare il Signore con assidua preghiera, nel coltivare lo spirito di semplicità e di umiltà, nel dire con prontezza il suo “sì” alla volontà del Padre celeste. Quando una persona si svuota di sé stessa nell’umiltà, Dio prende possesso di lei e compie azioni grandi per mezzo di lei.
Così avvenne per Francesca. Obbedì alla chiamata divina e si trasferì a Roma. Per lei fu l’inizio di una straordinaria esperienza spirituale e missionaria: era una scelta di felicità.
Aveva capito che consegnandosi a Dio si consegnava in mani sicure. La fede, la carità e l’umiltà furono al primo posto nella vita di Francesca.

Si prodigava per tutti: consolava, consigliava, soccorreva tutti, senza distinzione, testimoniando così la bontà e l’amore del Signore.
I suoi pregnanti richiami spirituali erano espressi con linguaggio semplice, tipico di una persona poco istruita, ma erano parole ricche di sapienza, che profumavano di Vangelo e di Sacra Scrittura, parole che additavano sempre il Cielo. Si
tratta di incitamenti che si collocano nel solco dei versetti del salmista: “Guardate a Lui (Dio) e sarete raggianti!” (Sal 34,6). In queste parole si trova la sintesi mirabile e il cuore di tutto l’insegnamento di Francesca. Le sue parole, i suoi gesti, tutta la sua vita, avevano davvero il “profumo di Cristo”! Quando si è diffusa la sua fama di donna di grande fede e di doni straordinari, il rendersi accogliente e disponibile al prossimo
ferito nel corpo e nello spirito era per Francesca una sfida quotidiana, a volte faticosa ma entusiasta.
Quante anime sono ritornate a Dio, grazie alla fede e all’ardore apostolico di Francesca! Il suo donarsi agli altri era un riflesso del suo profondo amore per Dio, centro del suo vivere quotidiano. Gli esempi concreti di virtù e di santità, che riscontriamo nell’esperienza terrena di questa figura speciale di credente, illuminano e rendono fecondo il nostro cammino cristiano. La sua fede, la sua preghiera così autentica e carismatica, arricchita dai doni del consiglio, dell’introspezione dei cuori e della consolazione, facevano ritornare a Gesù tante anime smarrite, aprivano uno spiraglio di luce e di speranza al fratello malato, sofferente, sconfitto.
Francesca ha fatto la scelta di rifiutare le comodità, le situazioni mondane e superficiali, perché preferiva rivolgere il suo sguardo alle cose di lassù, pur nella concretezza del quotidiano, che ha vissuto come sposa e madre esemplare.
Viveva nel suo tempo ma era attirata dall’Eterno. La solidarietà, il conforto spirituale e il sollievo fisico non erano merito suo.
Tutto era dono di Dio ed era da lei donato gratuitamente senza aspettarsi niente in cambio, senza fare preferenze di persona, ma con un unico desiderio: che il fratello che le stava davanti potesse incontrare Dio, Colui che dava senso alla sua vita.
La Serva di Dio Francesca Lancellottti è un modello per tante donne, per tante spose, per tante mamme. Ad imitazione di Gesù, il medico delle anime, ella ha vissuto come infermiera di anime, le più sconfitte, le più povere, le più malate, le più
bisognose del soccorso celeste e della grazia divina. Francesca è una lanterna che non può stare sotto il tavolo dei nostri ricordi, chiusa gelosamente in ambiti ristretti, ma va messa in alto, va donata per essere luce a quanti hanno sete di Dio. Con l’avvio della seconda fase della Causa di beatificazione, lei appartiene sempre più alla Chiesa, madre dei Santi. Francesca, con la sua testimonianza cristiana, è il regalo che la diocesi di Roma offre a tutta la Chiesa; Francesca è dono di Dio per tutti. È freccia luminosa che punta diritto ad una traiettoria infallibile, indicandoci Colui che conta: Dio, e Lui solo.


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